« In tutto il mondo, ci dicono, in ogni momento ci sono un tot di persone che nascono, muoiono, concepiscono un figlio, oppure si trovano una pistola puntata addosso. A me piace pensare che in ogni istante da qualche parte nel mondo un giocatore dilettante qualsiasi stia segnando un gol straordinario. È successo a chiunque abbia giocato a calcio. In qualche occasione, forse anche una volta sola, abbiamo spedito la palla in gol da 25 metri, lasciando di sale il portiere, oppure abbiamo incornato il pallone (a occhi chiusi ovviamente) spedendolo nel sette come una fucilata. Non tutti gli sport offrono questa emozione. Quante volte può capitare, andando alla piscina comunale, che qualcuno batta il record del mondo? Eppure, per la legge delle probabilità, ogni domenica un pancione bolso che passa le giornate al pub segna un gol splendido quanto quelli dell'inarrivabile Pelé e del possente Bobby Charlton. Può accadere ovunque e se si sa aspettare abbastanza succederà praticamente dappertutto. È questo il bello del calcio: qualche momento sublime, molti episodi ridicoli, e tutto ciò che sta nel mezzo tra i due opposti »

lunedì 24 novembre 2014

La vita inizia a... 70 anni! La storia incredibile di Lamberto Boranga

Quando pensiamo al calcio, pensiamo a ragazzi nel fiore degli anni che corrono per 90 minuti dietro a un pallone in un campo che può superare i 10000 metri quadrati di ampiezza (assumendo un massimo di 120 m per la linea laterale e di 90 m della linea di fondo). Addirittura un calciatore, superati i 30 anni, sa che va avvicinandosi a quelli che sono gli ultimi anni di carriera. Ci sono le dovute eccezioni ovviamente: ad esempio a Madrid, l'11 luglio del 1982, ad alzare al cielo la Coppa del Mondo fu il portiere classe 1942 Dino Zoff. Ma c'è un'eccezione ancora più straordinaria.
Il 13 ottobre 2013, allo stadio Ennio Tardini di Parma, si è disputata una partita speciale, che più che una partita è una grande festa: si festeggiano i 100 anni di vita del Parma F.C., la gloriosa squadra crociata che ha scritto tante grandi pagine di calcio, soprattutto negli anni 1992-2005, quando era una delle formazioni più temibili d'Italia, ma anche d'Europa.

Il clou della festa prevede la partita fra le glorie della società, che formano due squadre, le Stelle Gialloblù e le Stelle Crociate, una rimpatriata fra vecchi amici e grandi campioni che hanno avuto in comune il vestire i colori della società emiliana. L'entusiasmo serpeggia fra i tifosi, che rivedono tanti vecchi beniamini: "Guardate! C'è Tino Asprilla!" "E quello? Non è Dino Baggio?" "Ragazzi: c'è il grandissimo Zola! Il mio idolo da bambino!"...
In totale, ci sono quarantadue vecchie glorie distribuite fra campo e panchina nelle due squadre, allenate la prima dalla coppia Scala-Ulivieri, la seconda da Carmignani-Donadoni.
La partita inizia, e sono le Stelle Gialloblù a farsi per primi pericolosi davanti: Fernando Couto è defilato in area di rigore, crossa morbido per il colpo di testa a botta sicura di Asprilla: gol fatto, senonchè il portiere delle Stelle Crociate, con un grandissimo colpo di reni, smanaccia via il pallone. Tutto normale, se non fosse che a compierla è Lamberto Boranga, venuto al mondo solo ventinove anni dopo la fondazione del Parma, il 30 Ottobre 1942.


Un qualcosa di straordinario quindi, fare quel volo a 71 anni suonati! Ma Boranga è uno di quei personaggi che non finiscono mai di stupire; e la sua storia è di quelle piene di colpi di scena, da gustarsi dall'inizio alla fine.
Bongo, come lo chiamano gli amici, folignate d.o.c., inizia a giocare nel Perugia in Serie C, dove esordisce nel 1961; la sua carriera continuerà con buone fortune fra Serie A e B con le maglie di Fiorentina, Reggiana, Brescia, Cesena (che arrivò sesto in A qualificandosi per una storica Coppa Uefa), Varese e Parma, prima di ritornare nel 1980 nella natia Foligno, dove giocherà fino al 1983 quando, dopo aver conquistato la promozione in Serie C1 (il Foligno all'arrivo di Boranga si trovava in Serie D) appende i guantoni al chiodo, appagato da questa sua lunga e soddisfacente carriera.


Boranga si allontana dal grande calcio, il suo nome sparisce, e viene conosciuto solo da chi frequenta assiduamente l'ASL di Perugia: perché nel frattempo Lamberto diventa il dottor Boranga, essendo riuscito a conseguire due lauree (in Biologia e in Medicina) già negli anni in cui giocava a calcio.
Attenzione però: non pensate che il dottor Boranga, proprio in quanto dottore, sia una persona calma, riflessiva, pacata, normale. Al contrario, Boranga è un vero e proprio matto: istrionico, bizzarro, un po' guascone, creativo (come si definiva lui stesso), certamente inimitabile: chi lo vede giocare dice che sa essere meglio di Zoff, se gli va. E anche quando sbaglia, lo fa per troppa sicurezza, e in maniera spettacolare. Tanto spettacolare che attorno al calciatore Boranga sono sorte numerose leggende: una vede Bongo divertirsi a palleggiare contro la traversa della propria porta; un'altra racconta che, in una partita in cui non era particolarmente impegnato, si fosse messo a sedere sopra la traversa.
Ma ci sono fatti che sono altrettanto memorabili: come quando, a Cesena, il massaggiatore doveva portargli una tazzina di caffè che Bongo beveva a metà del secondo tempo, accanto alla sua porta, mentre in campo i suoi compagni e avversari correvano dietro al pallone.


Una volta, in Coppa Uefa, nel doppio confronto con i tedeschi orientali del Magdeburgo rifilò un colpo in faccia a Sparwasser (altro calciatore entrato nell'Olimpo del calcio per il suo gol rifilato ai Mondiali 1974 ai cugini tedeschi occidentali, che valse la vittoria ai suoi) reo di aver simulato una caduta in area; e Bongo riuscì pure a farla franca, visto che l'arbitro vide tutt'altro e mostrò il cartellino rosso al suo compagno di squadra Oddi. Racconta lo stesso Boranga (uno che non le manda a dire, lo avrete capito) di un Verona-Parma del 16 marzo 1980: "Il mio difensore Caneo fece un fallo su Vignola, quello che poi ha giocato nella Juventus, e che mise su un teatrino mai visto. L'arbitro espulse ingiustamente Caneo per le sceneggiate di Vignola. Si riprese il gioco con una punizione per il Verona, io uscii in presa alta e proprio Vignola mi colpì con una gomitata. Mi incazzai come una bestia! Rinviai la palla, andai da Vignola e lo colpii con un cazzottone. Lui cadde di nuovo a terra, ma almeno stavolta c'era un buon motivo. Se dovesse ricapitare un'occasione simile lo rifarei. Anzi glielo darei più forte! Anche se poi fui espulso"O ancora di quando, dopo un Roma-Cesena, salutò i suoi compagni cesenati col pugno chiuso, accusando i tifosi romanisti di essere sporchi fascisti.
Anche lui, come molti altri personaggi estroversi come lui in quegli anni, era fieramente comunista: non solo partecipò ad alcuni comizi durante la campagna elettorale per il PCI nel 1976 (quella dello storico 34.4 % delle preferenze, massimo risultato conseguito in sede elettorale dal partito di Berlinguer) ma addirittura alla fine degli anni '60, quando giocava a Reggio Emilia, di notte partecipava a manifestazioni, scioperi e picchettaggi al fianco degli operai.


Un vero e proprio bastardo senza gloria, dato che non c'erano coppe e trofei a decorare la sua bacheca. Ma sarà proprio un "bastardo" a consegnargli le chiavi per la gloria: non un bastardo qualsiasi, ma il Bastardo, club umbro di seconda categoria gestito da vecchi amici, per il quale il dottor Boranga collaborava con le sue prestazioni professionali come medico. Un bel giorno, sorse un problema per il club: non c'era nessun portiere a disposizione. Di qui la pazza idea, che poteva venire solo a un matto come Bongo: "Gioco io".
Era il 1992, e il dottor Boranga, all'età di 50 anni suonati, si toglie il camice e indossa di nuovo i guanti, quelli che aveva appeso nel 1983, ma che evidentemente teneva ancora in vista, dato che non ha mai smesso di tenersi in forma con la mezz'oretta di corsa o l'ora di marcia quotidiana. Torna fra i pali ed è spettacolo: voli felini e parate superbe per tutto il match, e poco importa se poi il Bastardo perde 1-0. I titoli di coda sono però ancora lontani a venire: il calcio adesso ha ripreso a sé Lamberto, e lui ci si ributta a pieno ritmo, sia come Bongo il portiere matto, sia come dottore: in questi anni infatti si schiera dalla parte di Zeman, denunciando anch'egli la trasformazione degli spogliatoi in farmacie, e l'abuso di sostanze dopanti, dagli anabolizzanti (cortisonici, anfetamine ecc...) fino all'EPO, per poi arrivare nel 2005 a denunciare un alto uso di cocaina fra i calciatori professionisti: rimane per ora inascoltata la sua richiesta di un'analisi tricologica nel test antidoping per fronteggiare questo nuovo problema.
Abbiamo parlato del medico, ma adesso parliamo del portiere: dopo l'esperienza al Bastardo, Boranga ormai ci ha preso gusto a giocare a calcio: fra 2009 e 2010 gioca quattro partite con l'Ammieto, dopodiché firma un contratto fino a giugno 2015 col Papiano, col quale ancora adesso continua a parare e a dare spettacolo, fra un tiro ad un sigaro e un altro.
Perché Boranga è così, portiere nell'animo: balordo, pazzo, istrionico, creativo: gli schemi non gli piacciono, e ne è sempre sfuggito, volandone via proprio come vola fra i pali di una porta a sventare un gol, e magari dopo prenderne uno più semplice da neutralizzare perché sta bevendo il suo caffè. Un calciatore che non è solo un atleta, un gladiatore, uno spettacolo da gustarsi allo stadio, ma anche un pensatore e uno studioso; poi un medico che decide che non era ancora il momento di star seduto tutto il giorno dietro la scrivania e far certificati di idoneità sportiva, ma che sì, ce la faceva ancora a bloccare palloni da calcio tirati da ragazzi che potrebbero essere figli dei suoi figli.

               
E, tanto per gradire, Lamberto non ci sta nemmeno a rientrare nello strettissimo (per lui) binomio medico-portiere: nel 2008 si dà all'atletica, e fa registrare il record mondiale di salto in lungo per over 60 con 5,47 metri: inoltre è primatista italiano nel salto triplo nelle categorie master con la bellezza di 11,26 metri; e quest'estate a Budapest è stato medaglia d'oro nel salto in alto M70 librando sopra l'asticella ferma a un metro e 43 centimetri.

                          

Questo è superman Lamberto Boranga, uno che ci ricorda con la sua esperienza i veri valori dello sport, che spesso i protagonisti assetati di guadagno dimenticano troppo facilmente, uno di quelli che gioca ancora per puro divertimento, che magari non si prende nemmeno troppo sul serio, ma che poi ottiene anche dei risultati inimmaginabili per chi, purtroppo, insozza il gioco che amiamo con denari sporchi e scommesse; un'icona dello sport pulito contro quei tecnici che inculcano ai ragazzini che il divertimento, quando si gioca a calcio, è secondario, quel che importa è solo vincere, ad ogni costo, anche simulando in area o prendendo qualche pozione magica. Invece no, niente trucchi per il dottor Boranga, uno che ha basato la sua carriera su un buon allenamento, training autogeno e una corretta alimentazione, che gareggia solo col sudore della sua fronte, col fisico asciutto che madre natura gli ha donato (insieme a una dose massiccia di forza di volontà) in quel lontano autunno del 1942, e con il riso sulla bocca di chi sa che, anche a 72 anni, non è mai troppo tardi per divertirsi.
Chapeau idolo vero, ed è anche per te se oggi, invece di guardare la TV, metto tuta e scarpette da ginnastica e vado a correre al parco.

PER SAPERNE DI PIU':
http://calcio.fanpage.it/boranga-portiere-a-71-anni-storia-di-un-calcio-che-non-c-e-piu-video/
http://www.stadiotardini.it/2013/08/lincredibile-storia-di-lamberto-boranga.html
http://www.tuttocesenaweb.it/la-storia-siamo-noi/il-pugno-chiuso-del-compagno-boranga-1639
http://lamovioladelportiere.wordpress.com/2012/12/06/204/
http://www.ciociari.com/Eco52/boranga.htm

SITOGRAFIA IMMAGINI E VIDEO:
https://encrypted-tbn1.gstatic.com/images?q=tbn:ANd9GcQLk8zx6KaLVolFMyPRL-
x9grwocZfsl1pSAARhUVQMm7OWu2-1
http://www.youtube.com/watch?v=QqHU-SuXO8U
http://upload.wikimedia.org/wikipedia/it/9/95/Lamberto_Boranga_Cesena.jpg
http://tmw-static.tccstatic.com/storage/tuttomercatoweb.com/img_notizie/thumb1/1311790754446ff79a8ae0221e8a0184ff8996a022.jpg
http://www.mastersathletics.net/uploads/pics/Lamberto_Boranga.jpg