« In tutto il mondo, ci dicono, in ogni momento ci sono un tot di persone che nascono, muoiono, concepiscono un figlio, oppure si trovano una pistola puntata addosso. A me piace pensare che in ogni istante da qualche parte nel mondo un giocatore dilettante qualsiasi stia segnando un gol straordinario. È successo a chiunque abbia giocato a calcio. In qualche occasione, forse anche una volta sola, abbiamo spedito la palla in gol da 25 metri, lasciando di sale il portiere, oppure abbiamo incornato il pallone (a occhi chiusi ovviamente) spedendolo nel sette come una fucilata. Non tutti gli sport offrono questa emozione. Quante volte può capitare, andando alla piscina comunale, che qualcuno batta il record del mondo? Eppure, per la legge delle probabilità, ogni domenica un pancione bolso che passa le giornate al pub segna un gol splendido quanto quelli dell'inarrivabile Pelé e del possente Bobby Charlton. Può accadere ovunque e se si sa aspettare abbastanza succederà praticamente dappertutto. È questo il bello del calcio: qualche momento sublime, molti episodi ridicoli, e tutto ciò che sta nel mezzo tra i due opposti »

sabato 3 ottobre 2015

Il bello del calcio: un valzer neroazzurro al Prater

Vienna: città fra le più eleganti del Vecchio Continente, capitale di un piccolo paese immerso fra le Alpi, nel cuore geografico dell'Europa, ma che ancora non si rassegna a ciò che adesso è, memore del grande passato di capitale di uno degli imperi più grandi del mondo, leader dell'Europa fra XIX e XX secolo. In quel periodo Vienna era centrale non solo geo-politicamente, ma anche artisticamente: in particolare i viennesi avevano familiarità con la musica, ed è proprio da Vienna, e dalla famiglia Strauss in particolare, che nacque un ballo su ritmo ternario oggi noto ovunque col termine valzer.
Vienna però ebbe, finalmente, l'occasione per tornare ad essere l'ombelico del mondo: di un mondo nuovo, che solo allora stava iniziando ad assumere quell'importanza centrale nei cuori degli europei che adesso ha. Stiamo parlando ovviamente del calcio, che 51 anni fa scelse proprio Vienna per rappresentare il suo valzer più atteso: la finale di Coppa dei Campioni.

Il Prater di Vienna, oggi "Ernst Happel Stadion", sede della finale della Coppa dei Campioni 1964.